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Macugnaga
A volte basta un attimo per scordare una vita, ma a volte non basta una vita per scordare un attimo

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Paese che conserva tutt’oggi il fascino degli antichi popoli“Walser” suoi colonizzatori provenienti dalla vicina svizzera.
In un’angolo di Piemonte, a circa 1 ora e 30 min. da Milano  si scopre il Monte Rosa e la sua “Perla” il villaggio di Macugnaga.

Situato sul versante italiano delle Alpi si rivela ammirevole con le sue montagne che evocano i colossi himalaiani.

Paese che conserva tutt’oggi il fascino degli antichi popoli “Walser” suoi colonizzatori provenienti dalla vicina svizzera.
Nel terzo millennio il tempo sembra aver sospeso il volo su Macugnaga, tutto resta intoccabile nei secoli, grazie ai Walser che hanno saputo difendere la cultura, il territorio, le tradizioni e lingua dal 1200 in avanti.

Musei da Visitare

- Museo - Casa  Walser
Nella frazione di Borca esiste una casa - museo completamente arredata  incentrato attorno alla "stube". Un bell' esempio della tipica costruzione walser con la base in muratura e la parte superiore in legno.      Per informazioni sugli orari d'apertura: 0324-65440 Sig. ra Morandi Lia

- Miniera d'oro della Guia
In localita Fornarelli di fronte al Museo casa Walser si trova  la prima miniera d'oro delle Alpi aperta alla visita turistica - culturale nonché la prima miniera - museo in Italia.  Lungo un percorso 1.3 km il visitatore può rivivere la storia di un mestiere faticoso, conoscere le tecniche ed i procedimenti de estrazione dell'oro, vedere e osservare gli attrezzi usati, cosi come  comprendere le evoluzioni tecnologiche.
 www.minieradoro.it

- Museo della Montagna
In frazione Staffa, questa vecchia abitazione che in origine fu un fienile (fine XVIII secolo) ospita foto, reperti e attrezzi delle Guide Alpine di Macugnaga. le sue paretti riportano dipinti fatti dal giornalista vignettista Aldo Mazza.

I Walser di Macugnaga

È dal 1200 che l’alta Valle Anzasca, come altre zone montane, fu colonizzata da comunità Walser che a causa delle dure condizioni di vita lasciarono il Vallese, loro patria, e attraverso duri e inesplorati passi giunsero fino ai piedi di questo versante del Monte Rosa.
L’insediamento dei Walser – il cui nome è appunto contrazione di Walliser (vallesani) – fu del tutto pacifico ed essi introdussero notevoli migliorie nella vita della popolazione già residente: abili infatti erano nella lavorazione del legno, e ne sono testimonianza le tipiche costruzioni delle case, dei granai, delle stalle e dei fienili. Erano esperti anche nella pastorizia e in quel poco di agricoltura che una terra per gran parte dell’anno coperta dalle nevi permette.
 Il Monte Rosa apparve d’improvviso, così imponente e stupendo che non so descriverlo degnamente, lasciando un’impressione superiore a ogni altro ricordo di montagna. Questo spettacolo è indimenticabile: merita da solo un viaggio dall’Inghilterra”. Era il 1825 e chi scrive è William Brockedon, pittore scozzese, giunto a Macugnaga proprio per immortalare sulla tela la grandiosità di questo scenario naturale.

Mattia Zurbriggen

Un’altra celebre guida approda a Macugnaga attraverso il Passo del Moro: è Mattia Zurbriggen, e all’epoca ha due anni. Eh sì, i coniugi Zurbriggen valicarono il passo con i cinque figlioletti, troppo dura era la vita nella valle di Saas in quegli anni di metà Ottocento e il padre di Mattia pensò di emigrare stabilmente in Italia per lavorare nelle miniere d’oro di Macugnaga. E così il piccolo Mattia stava nella gerla in spalle al padre e la sorellina di un anno appena la portava a spalle la madre. In spalle ai fratellini più grandi stavano tutti gli altri beni di casa.
Per Mattia il battesimo fu significativo perché egli divenne poi una delle guide più apprezzate dai migliori alpinisti dell’epoca e viaggiò sulle montagne di tutto il mondo.

Il Vecchio Tiglio

La leggenda narra che sia stato portato da una donna all’epoca dei fondatori e si dice che intorno a quest’albero, dal 1200 appunto, si adunassero
“per civili incontri e mercati
genti delle valli nostre e straniere
Sotto la sua ombra
con animo patriarcale
si amministrava la giustizia
trascorsero le generazioni
amandolo e venedrandolo
sempre”
(Carlo Ravasio)

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