

Musei da Visitare
- Museo - Casa Walser
Nella frazione di Borca esiste una casa - museo completamente arredata incentrato attorno alla "stube". Un bell' esempio della tipica costruzione walser con la base in muratura e la parte superiore in legno. Per informazioni sugli orari d'apertura: 0324-65440 Sig. ra Morandi Lia
- Miniera d'oro della Guia
In localita Fornarelli di fronte al Museo casa Walser si trova la prima miniera d'oro delle Alpi aperta alla visita turistica - culturale nonché la prima miniera - museo in Italia. Lungo un percorso 1.3 km il visitatore può rivivere la storia di un mestiere faticoso, conoscere le tecniche ed i procedimenti de estrazione dell'oro, vedere e osservare gli attrezzi usati, cosi come comprendere le evoluzioni tecnologiche.
www.minieradoro.it
- Museo della Montagna
In frazione Staffa, questa vecchia abitazione che in origine fu un fienile (fine XVIII secolo) ospita foto, reperti e attrezzi delle Guide Alpine di Macugnaga. le sue paretti riportano dipinti fatti dal giornalista vignettista Aldo Mazza.
I Walser di Macugnaga
È dal 1200 che l’alta Valle Anzasca, come altre zone montane, fu colonizzata da comunità Walser che a causa delle dure condizioni di vita lasciarono il Vallese, loro patria, e attraverso duri e inesplorati passi giunsero fino ai piedi di questo versante del Monte Rosa.
L’insediamento dei Walser – il cui nome è appunto contrazione di Walliser (vallesani) – fu del tutto pacifico ed essi introdussero notevoli migliorie nella vita della popolazione già residente: abili infatti erano nella lavorazione del legno, e ne sono testimonianza le tipiche costruzioni delle case, dei granai, delle stalle e dei fienili. Erano esperti anche nella pastorizia e in quel poco di agricoltura che una terra per gran parte dell’anno coperta dalle nevi permette.
“Il Monte Rosa apparve d’improvviso, così imponente e stupendo che non so descriverlo degnamente, lasciando un’impressione superiore a ogni altro ricordo di montagna. Questo spettacolo è indimenticabile: merita da solo un viaggio dall’Inghilterra”. Era il 1825 e chi scrive è William Brockedon, pittore scozzese, giunto a Macugnaga proprio per immortalare sulla tela la grandiosità di questo scenario naturale.
Mattia Zurbriggen
Un’altra celebre guida approda a Macugnaga attraverso il Passo del Moro: è Mattia Zurbriggen, e all’epoca ha due anni. Eh sì, i coniugi Zurbriggen valicarono il passo con i cinque figlioletti, troppo dura era la vita nella valle di Saas in quegli anni di metà Ottocento e il padre di Mattia pensò di emigrare stabilmente in Italia per lavorare nelle miniere d’oro di Macugnaga. E così il piccolo Mattia stava nella gerla in spalle al padre e la sorellina di un anno appena la portava a spalle la madre. In spalle ai fratellini più grandi stavano tutti gli altri beni di casa.
Per Mattia il battesimo fu significativo perché egli divenne poi una delle guide più apprezzate dai migliori alpinisti dell’epoca e viaggiò sulle montagne di tutto il mondo.
Il Vecchio Tiglio
La leggenda narra che sia stato portato da una donna all’epoca dei fondatori e si dice che intorno a quest’albero, dal 1200 appunto, si adunassero
“per civili incontri e mercati
genti delle valli nostre e straniere
Sotto la sua ombra
con animo patriarcale
si amministrava la giustizia
trascorsero le generazioni
amandolo e venedrandolo
sempre” (Carlo Ravasio)